Ho iniziato da poco, nei ritagli di tempo tra lavoro, uncinetto e macramè, a fantasticare su un villaggio ambientato alla fine dell'800, si chiama Ekelund. In svedese significa "boschetto di querce" e non è un caso: al centro del villaggio c'è una grande quercia, la più antica sopravvissuta di un intero querceto che un tempo copriva questa terra lontana.
Ho preso ispirazione da un libro a me molto caro, "Fairy Oak" e, quasi per destino, dalla quercia imponente nel mio giardino. Questa fantasia è nata dalla voglia di portare la mia mente in un mondo lento, senza tecnologia e ore passate chiuse in un ufficio.
Ekelund è un borgo costiero, chiuso da mura su tre lati e aperto sul mare a est. Non ci sono poteri magici, né grandi drammi: è un posto pensato per essere sereno, dove ogni famiglia ha un mestiere — c'è chi impasta il pane, chi lavora la lana, chi intreccia canestri, chi cura le api. Attorno alla Piazza della Quercia si dispongono le botteghe, ad anelli concentrici, ognuna con la casa annessa.
Sto costruendo questo mondo un dettaglio alla volta: la mappa, i mestieri, le famiglie, le feste stagionali — come la Festa della Quercia, che si tiene ogni anno la prima domenica di ottobre.
In questo spazio del blog racconterò via via com'è fatto Ekelund: le sue vie, la sua gente, le sue tradizioni. E chissà, magari un giorno anche una storia ambientata tra le sue strade.
Una delle vie del villaggio di Ekelund
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